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L’olio di CBD funziona veramente?

Il Cannabidiolo si sta diffondendo come un potente rimedio naturale su una vasta gamma di patologie, ma produce davvero gli effetti benefici benefici promessi?

Cos’è il CBD?

Attraverso una qualsiasi ricerca sul web possiamo scoprire che l’assunzione di Cannabidiolo può rivelarsi fondamentale per curare problemi di salute di vario tipo.

Il Cannabidiolo, o CBD, è uno dei principi attivi della Cannabis Sativa. Questo estratto lo troviamo in commercio in svariate forme: olio, gocce sublinguali, cristalli da svapare, capsule come integratori alimentari, creme.. 

Quando si parla di Cannabidiolo ci si riferisce a tante potenzialità che sono ancora oggetto di studio della comunità scientifica.

Ad oggi gli innumerevoli studi circa l’efficacia di questo prodotto non danno certezze assolute per carenza di dati e di test su umani, seppure i benefici siano innegabili ed è per questo che gli studiosi si dicono ottimisti circa questa sostanza e credono nelle sue potenzialità curative.

In ogni caso, il Cannabidiolo ha ottenuto la fiducia dei medici di tutto il mondo in quanto si è rivelato essenziale nella terapia contro alcuni tipi di epilessia infantile farmaco-resistente, nella regressione del cancro al seno ed infine è ormai riconosciuto come trattamento parallelo nella cura del dolore cronico.

A cosa serve questa sostanza?

Da sempre la Cannabis è stata oggetto di curiosità e studio. Fin dai tempi antichi, questa pianta prodigiosa veniva utilizzata come medicinale, ma a seguito di vicissitudini politiche a metà del XX secolo, è stata messa al bando dalla società e resa illegale.

Solo nell’ultimo periodo le è stata riconosciuta una validità medica, da quando i suoi effetti sono stati adoperati per la cura della sindrome di Dravet. Gli effetti ottenuti sono stati strabilianti: nei piccoli pazienti affetti da questa problematica, gli episodi di epilessia sono drasticamente calati in numero, in altri casi le convulsioni sono del tutto scomparse e ed è per questo che l’Epidiolex, il primo farmaco anticonvulsivante a base di Cannabidiolo, è stato formulato, approvato e messo in campo come farmaco ufficiale.

Secondo delle stime, i consumatori di CBD hanno rilevato un calo nei livelli di stress e ansia, nel miglioramento del sonno e nel potere analgesico nei confronti di dolori muscolari, artrite, emicrania, dolori mestruali e nausea. Inoltre il suo successo è dovuto al suo essere un rimedio naturale che non prevede apprezzabili effetti collaterali ed inoltre non da nessun effetto psicoattivo: quindi è perfetto per essere assunto anche in gravidanza, dai bambini o da chi non desidera subire gli effetti psicotropi della marijuana.

Funziona davvero?

Per rispondere alla domanda come da titolo del nostro articolo, il Cannabidiolo è una sostanza naturale, una valida alternativa alla medicina tradizionale. Ma come ogni trattamento a cui ci si sottopone, il nostro corpo e la nostra mente devono essere predisposti a ricevere i benefici di una sostanza. Ciò non significa che l’effetto ottenuto sarà pari al placebo ma che, in determinate condizioni, quando il corpo è pronto, gli effetti saranno senza dubbio più efficaci.

Inoltre, non essendo una sostanza chimica da laboratorio come i medicinali tradizionali, merita almeno il beneficio del dubbio. Basti pensare a coloro i quali devono sottoporsi a cure di radioterapia e/o chemioterapia a causa di patologie come il cancro: queste sostanze sono talmente forti da essere in grado, per quanto possibile, di distruggere le cellule cancerogene ma anche quelle sane. Invece, il CBD non solo non compromette le cellule sane e il sistema immunitario, ma induce le cellule malate ad autodistruggersi.

Così per lo meno è stato dimostrato attraverso terapie sperimentali su pazienti affetti da cancro al seno, ad esempio. Solo nel prossimo futuro, attraverso la sperimentazione in vitro e su pazienti con condizioni particolari, si otterranno maggiori dati e la validità del cannabidiolo potrà essere confermata su tutti i fronti.

Gli effetti collaterali del CBD 

Come già detto, il Cannabidiolo non ha rilevanti effetti collaterali, infatti è possibile assumerlo con tranquillità al mattino, prima di andare a lavoro o in qualsiasi momento della giornata. Va considerato però che, grazie al suo potere analgesico, essendo una valida cura per l’insonnia, è sconsigliabile mettersi alla guida dopo la sua assunzione.

Inoltre, il CBD tende a mantenere la pressione sanguigna bassa, per questo motivo coloro i quali soffrono di ipotensione dovrebbero evitarne l’assunzione. Ovviamente per i soggetti che soffrono di ipertensione il trattamento a base di CBD è altamente consigliato.

Conclusioni

Si può dunque dire che a livello integrativo, per via del suo elevato potere antiossidante, il CBD è un toccasana per chiunque decida di farne uso. Nel caso in cui chi sceglie di assumere CDB abbia una patologia in atto, è consigliabile seguire le indicazioni del proprio medico, specie per quanto riguarda la somministrazione, la posologia ed eventuali interazioni con i farmaci.

Inoltre, sarebbe importante anche decidere sotto quale forma e a che concentrazione utilizzare il cannabidiolo: ad esempio, si può decidere se utilizzare il Cannabidiolo sotto forma di olio da utilizzare anche come condimento alimentare o gocce sublinguali, sotto forma di cristalli da fumare, liquido da svapare ed inoltre si può preferire una concentrazione leggera così da poter assumere CBD più volte al giorno o una concentrazione più elevata in modo da ottenere risultati immediati.

Infine può accadere che un consumatore non percepisca gli effetti del CBD e questo può essere causato da un prodotto di scarsa qualità, la cui efficacia è appunto ridotta per via di una concentrazione errata. Bisogna quindi diffidare da prodotti senza una specifica etichettatura e scegliere olii di CBD certificati.

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