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Il CBD durante l’allattamento: tutto ciò che serve sapere

Se sei una neomamma, sai quando sia delicato il periodo dell’allattamento, quando ciò che ingerisci tu, è ciò che nutre il tuo bebè. E’ dunque sicuro assumere CBD per te e per il neonato?

L’olio di CBD ha acquisito grande popolarità grazie ai recenti cambiamenti delle normative sull’argomento Cannabis in giro per il mondo. Ciò che ha portato a questo cambiamento è la comprovata capacità benefica: tra i tanti rimedi, il CBD è utile per migliorare il riposo, ridurre lo stress, stimolare l’appetito e, in alcuni casi, l’olio di CBD è in grado di migliorare le condizioni di vita della neomamma. Ma il CBD è sicuro per il neonato?

Ricerche sul CBD

Sono ancora in corso ricerche scientifiche su come il CBD interagisca con il corpo umano e, a causa di vincoli etici, è difficile condurre studi sugli effetti dell’olio di CBD sulle neomamme che allattano e i loro bebè. Tuttavia, ciò non vuol dire che non ci siano suffuicienti informazioni sul tema.

Preoccupazioni sull’uso dell’olio di CBD durante l’allattamento

Non c’è alcun bisogno di stare a specificare che l’uso di qualsiasi sostanza, anche di origine naturale come il CBD, crea preoccupazioni sulla sicurezza dell’allattamento. Ecco di seguito una lista di domande comuni che le neomamme potrebbero porsi.

Il CBD mi crea sballo?

Assolutamente no. La pianta della Cannabis Sativa, contiene oltre 100 cannabinoidi, tra i quali il Tetraidrocannabinolo (THC) e il Cannabidiolo (CBD), che interagiscono con il sistema endocannabinoide dell’organismo umano. Sebbene THC e CBD abbiano entrambi proprietà terapeutiche, differiscono per una caratteristica fondamentale: il THC procura al corpo e alla mente un effetto stupefacente che il CBD non dà; motivo per il quale il CBD sta diventando largamente accettato come alternativa farmacologica.

Può il CBD “contaminare” il latte materno?

Sfortunatamente, non c’è una risposta concreta a questa domanda. Se da una parte, è stato verificato che il THC è in grado di passare al neonato attraverso il latte della madre e che è nocivo per la sua salute, gli effetti del CBD sul bebè sono ancora del tutto sconosciuti.

Vale comunque la pena tenere a mente che alcuni cannabinoidi sono presenti già naturalmente nel latte materno, prodotti dal sistema endocannabinoide della mamma. Di certo, la marijuana non va assunta per nessuna ragione durante la gravidanza o l’allattamento, mentre il CBD somministrato ad adulti e a bambini non ha mostrato alcuna problematica.

Non essendoci però al momento alcuna conferma scientifica a supporto del CBD nella gravidanza e nel periodo post-parto, è bene consultare il proprio medico prima di decidere arbitrariamente di assumere CBD.

Perche una neomamma dovrebbe considerare l’idea di assumere CBD?

Le incertezze che ruotano attorno al CBD e il suo impatto sulla salute dei neonati sono ragioni sufficienti per le neomamme per accantonare totalmente l’idea di assumerlo. Di contro, molti sostengono l’utilità di questo cannabinoide nel periodo dell’allattamento.

Molte donne che stanno allattando sono inconsapevolmente affette da uno spiacevole disturbo, mix di ansia, stanchezza, sbalzi d’umore e senso di distacco dal proprio figlio e che, a volte, viene troppo sottovalutato: la depressione post-parto. In molti paesi del mondo, questo disturbo della psiche viene trattato con farmaci antidepressivi non adatti al periodo dell’allattamento, che creano una brusca interruzione di quello che dovrebbe essere vissuto come un periodo di gioia.

Il CBD si è rivelato un formidabile rimedio nel ridurre la depressione sotto diversi punti di vista, intanto per il suo impatto sull’Anandamide, un neurotrasmettitore comunemente detto “molecola del benessere”. L’Anandamide giova un ruolo chiave nelle sensazioni positive quali gioia, felicità e motivazione. L’olio di CBD agisce come inibitore della ricaptazione di questo neurotrasmettitore, ciò significa che ci sarà più anandamide disponibile nelle connessioni neuronali del cervello. Per cui, alle neomamme con sindrome post-partum, eventuali livelli aumentati di anandamide possono ridurre gli effetti della depressione.

Insieme all’impatto positivo sull’umore e sull’ansia, l olio di CBD ha ulteriori vantaggi sulla salute fisica e mentale della neomamma. Secondo l’American College of Obstetrician and Gynaecologist, durante il periodo dell’allattamento, le madri dovrebbero integrare alla loro dieta 450/500 kcal extra al giorno per aggiungere i nutrienti necessari al bambino. Senza un’adeguata alimentazione, può verificarsi un senso di stanchezza e perdita di peso nella donna. Le ricerche sostengono che alcuni ceppi di CBD possono ridurre la nausea ed aumentare l’appetito, fornendo un supporto nell’aumento del consumo calorico. 

In ultima istanza, quando ci si sveglia innumerevoli volte durante la notte per prendersi cura del neonato, si viene privati di un riposo adeguato. L’olio di CBD, in questo senso, migliora la qualità del sonno e aiuta a combattere l’insonnia, riduce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e facilita la ripresa del sonno.

L’olio di CBD è adeguato a me?

Di certo, il periodo dell’allattamento, qualora sussistano le possibilità di proseguire, è un momento molto importante perché si venga a creare quel legame speciale tra madre e figlio. Va però precisato che non ci sono ancora dati chiari e sufficienti sulle modalità e sulla sicurezza del CBD sulla salute del neonato. La decisione di assumere CBD durante l’allattamento spetta unicamente a te in accordo con il tuo medico. Puoi anche considerare di consultare un medico naturopata, specializzato in trattamenti medici a base di CBD per valutare le opzioni migliori. Ottenute tutte le informazioni necessarie, potrei decidere se sia il caso di prenderti il rischio di assumere CBD, per il tuo bene e quello di tuo figlio.

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