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Il CBD contro il Parkinson

Non esiste una cura farmacologica efficace per molte malattie degenerative. Eppure la Natura sembra correre in nostro aiuto. Vediamo di seguito, come possiamo cuirarci senza sperimentare devastanti effetti collaterali.

Una cura alternativa e naturale per curare gli effetti del Parkinson è stata rinvenuta nel sempre più popolare Cannabidiolo, o CBD. Gli studi hanno mostrato che il CBD può alleviare i sintomi debilitanti di questa malattia.

Il Cannabidiolo è una componente naturale della Cannabis Sativa, che non produce gli effetti alteranti del suo omologo THC della marijuana. E, mentre i medicinali tradizionali stanno perdendo efficacia nel trattamento del Parkinson, coloro che hanno iniziato ad assumere CBD ne acclamano la capacità curativa a lungo termine. 

Inoltre, il CBD sta ottenendo consensi positivi anche nel trattamento di patologie quali Alzheimer, epilessia, ansia, depressione e dolore cronico. Sebbene gli studi stiano procedendo a gran velocità, le aspettative rispetto al Cannabidiolo sono altissime.

Sintomi del morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson è una patologia neurologica che colpisce il sistema nervoso di individui con età media di 60 anni. In parole povere, ciò che accade è che le cellule cerebrali deputate alla produzione di Dopamina , responsabile della trasmissione degli impulsi del movimento a tutto il corpo, vengono danneggiate e muoiono. Il risultato è una vastità di problemi della mobilità, che includono tremori, perdita di alcune espressioni facciali, mancanza di equilibrio, rigidità muscolare.

Inoltre, secondo l’Alzheimer Association, con una percentuale che varia dal 50% all’80%, il morbo di Parkinson si sviluppa in demenza da morbo di Parkinson in circa 10 anni dalla prima diagnosi. Questa condizione compromette le abilità mnemoniche, la capacità decisionale e la concentrazione. Queste patologie sono degenerative, ciò significa che i sintomi si aggravano con il tempo e, sfortunatamente, ad oggi, non esiste una cura.

I sintomi di questa patologia includono:

  • Allo stadio iniziale, difficoltà a mantenere l’equilibrio dopo essere stati seduti
  • Perdita di espressività facciale
  • Tremori
  • Bradicinesia, ovvero il rallentamento dei movimenti volontari che diventano incontrollabili
  • Perdita dell’olfatto
  • Difficoltà a deglutire
  • Linguaggio biascicato
  • Perdita di memoria

Persino il modo di camminare cambia con la progressione del Parkinson. E’ infatti detta “andatura parkinsoniana” quel modo di camminare con il corpo curvato, a piccoli passi trascinati e con le braccia che non oscillano durante la camminata.

Il Parkinson può indurre l’individuo che ne è affetto alla depressione, ansia, apatia, irritabilità, insonnia e dolore. Spesso, le medicine che vengono prescritte per alleviare i sintomi hanno effetti collaterali considerevoli come vertigini, sonnolenza, vista offuscata, nausea, diarrea, vomito, perdita di appetito, bruciore di stomaco e altro.

Potenziali benefici con il CBD

Incalzano le notizie circa gli effetti terapeutici del CBD sui soggetti affetti da Parkinson. Uno studio recente condotto in Brasile ha mostrato che il Cannabidiolo riduce, oltre che l’ansia, i tremori che derivano dalla malattia, ovvero: il Parkinson compromette la capacità del cervello di produrre dopamina, mentre il CBD favorisce le connessioni tra la corteccia cerebrale e il midollo spinale, attivando la funzione del movimento, dell’apprendimento e dell’emotività. Ciò significa che potenzialmente il CBD ha effetto terapeutico contro i sintomi del morbo di Parkinson: l’aumento dei livelli di dopamina per il CBD contrastano il costante calo della stessa causa della malattia.

Come già detto, il CBD è un rimedio contro i tremori, ma anche contro la psicosi, l’insonnia e il dolore cronico, sebbene studi precedenti hanno promosso i cannabinoidi come veicolo di antiossidanti e neuroprotettori, fondamentali nel trattamento di malattie neurodegenerative come morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, demenza da HIV. E così come nel 2018, è stato approvato e messo in commercio  il primo farmaco derivato dal CBD per il trattamento di forme di epilessia infantile farmacoresistente, così servirà ancora tempo e ricerca perchè venga trovata la giusta formulazione per un farmaco a base di CBD contro le malattie neurodegenerative.

Falsi miti

E’ importantissimo sapere che alcune notizie sui cannabinoidi non corrispondono sempre alla realtà. Ad esempio,

  • Non è possibile avere lo “sballo”, se si fa uso di CBD. Questo principio attivo infatti non è in grado di agire sulle percezioni o di alterare la mente. 
  • Sebbene sia approvato dalla legge sotto determinati e rigidi criteri, alcune falle legislative consentono il libero commerci di prodotti che non sono qualitativamente falsati: le percentuali di concentrazione spesso non corrisponde a realtà.
  • Il CDB non ha proprietà sedative, ma rilassanti. Neanche assumendo la massima dose consentita, ovvero una pura ose di CBD di 600mg, avrai effetti sedativi in alcun modo. Solo una specifica variante di CBD che contiene un terpene chiamato mircene rilascia un effetto simile ad un sonnifero.

Effetti collaterali

Gli scienziati hanno dimostrato che il Cannabidiolo è ben tollerato dai consumatori, tanto da essere considerato dalla comunità scientifica come una sostanza sicura. Sebbene gli eventuali effetti collaterali riscontrabili con l’uso del CBD potrebbero essere diarrea, nausea, sonnolenza e cambio dell’appetito, potrebbero verificarsi interazioni con altri farmaci, qualora se ne assumessero, ed esiste un rischio di riscontrare problemi epatici.

Per questo è fondamentale consultare il proprio medico così da essere guidati e monitorati in questa cura. 

Come assumerlo

Considerando che la modalità più rapida perche il CBD faccia effetto è inalarlo, con il fumo o con il vaporizzatore, si può scegliere una modalità più congeniale per il soggetto affetto dal morbo di Parkinson. Tra le diverse modalità, si può scegliere tra:

  • Commestibili, una modalità molto comune per il consumo, che include oli (solitamente il CBD viene veicolato in un olio vegetale come l’olio di semi, di cocco o d’oliva) e tinture (il CBD viene disciolto in una soluzione alcolica), il cui effetto segue però la digestione e quindi l’effetto è molto lento ad arrivare ma molto più duraturo rispetto ad altri metodi;
  • Gocce sublinguali, vengono appunto apposte sotto la lingua, un’area riccamente irrorata da vene e capillari, per questo il CBD impiega pochi minuti a fare il suo effetto; 
  • Capsule molli;
  • Chewing gum, caramelle, come gli oli, impiegano molto tempo a fare effetto ma l’effetto permane più a lungo;
  • Infine, è possibile applicare l’olio di CBD a livello topico, direttamente sulla parte dolorante.

Non esiste un metodo di consumo di CBD ideale: ogni individuo ha delle preferenze diverse e sono tutte rispettabili. Va infatti scelta la maniera di consumo in cui più ci si sente a proprio agio.

Se la somministrazione di CBD sortisce l’effetto sperato, il consumatore deve senza dubbio scegliere il modo di consumare CBD a lui più congeniale per un uso più prolungato nel tempo. 

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