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Combattere il mal di schiena con il CBD

Riconosciuto come una delle problematiche più diffuse al mondo, il mal di schiena è causato da infiammazioni di varia natura che possono essere curate con il Cannabidiolo. Vediamo come.

Il mal di schiena è, senza alcun dubbio, una condizione causa di disagio in situazioni quotidiane lavorative e sportive, considerando che dal 50% all’80% della popolazione mondiale adulta ne soffre almeno una volta nella vita.

La schiena

Il mal di schiena può verificarsi per una moltitudine di ragioni, tra le quali semplici stirature muscolari, cattiva postura, traumi, ernie al disco, artrite o per patologie più gravi quali infezioni renali o trombosi e spesso comprendere la causa che ci riguarda è molto complesso.

Il mal di schiena colpisce in egual modo uomini e donne e può variare da un costante fastidio a un’improvvisa e acuta sensazione.

Ma per comprendere al meglio questa problematica, va compresa meglio la struttura della nostra colonna vertebrale. La maggior parte dei disturbi alla schiena si concentrano tutti nella parte bassa, area dove sono incluse le cinque vertebre della regione lombare, ovvero da L1 a L5, la parte che supporta il peso del tronco. Tra le vertebre c’è un piccolo spazio in cui si trovano i dischi intervertebrali, piccoli cuscinetti gommosi che ammortizzano gli spazi tra le ossa durante il movimento. Ciò che tiene unite le vertebre sono i legamenti, fasce di tessuti che tengono inoltre legati i muscoli della schiena alla colonna vertebrali. A quest’ultima sono ancorate 31 coppie di nervi che controllano i movimenti del corpo e inviano gli impulsi dal corpo al cervello.

Quando si verificano dei dolori, questi possono essere associati a infiammazioni o patologie più serie.

Cause del mal di schiena

La maggior parte dei problemi alla schiena sono di tipo meccanico. La spondilosi, ad esempio, conduce al mal di schiena a causa dell’indebolimento del tessuto osseo, delle articolazioni e dei dischi. Altre cause meccaniche possono essere

  • Ernia del disco, causata dalla compressione di uno dei dischi, che finisce per fuoriuscire dalla sua sede.
  • Sciatica, dovuta dalla compressione del nervo sciatico, un nervo che passa dal gluteo fino al retro della coscia, si percepisce come una sensazione di calore, indolenzimento e dolore improvviso sulla zona posteriore del fianco.
  • Stenosi spinale, il restringimento del canale interno della colonna vertebrale. A causa di una forte pressione sul midollo spinale, può verificarsi dolore acuto, debolezza o perdita della sensibilità alla parte inferiore del corpo
  • Curvature anomale come scoliosi, lordosi o cifosi
  • Degenerazione del disco
  • Radicolopatia
  • Incidente traumatico

In termini di diagnosi, il tuo medico, a seguito di una visita specialistica, potrà determinare la natura del tuo mal di schiena: ciò dipende dalla tua capacità di stare in piedi, sederti, camminare e sollevare le gambe. Potrebbe inoltre essere necessario sottoporsi a raggi X, risonanza magnetica, tomografia, densitometria ossea.

In caso di dolore, è bene sospendere l’attività fisica o i lavori domestici per calmare i sintomi e ridurre l’infiammazione, oltre ad applicare del ghiaccio sulla parte per i primi 2 giorni, mentre un cuscinetto caldo nei giorni seguenti. 

Ciò che si assume comunemente per combattere il mal di schiena sono antidolorifici, analgesici, miorilassanti, o nei casi gravi si può ricorrere alla chirurgia.

Il Cannabidiolo contro il mal di schiena

Grazie al progredire delle ricerche scientifiche, è emerso che il Cannabidiolo (o CBD) ha le potenzialità di trattare e curare gli stati dolorosi causati da infiammazioni.

Il Cannabidiolo, un estratto della Cannabis Sativa, non ha controindicazioni, non presenta livelli di tossicità nè causa alterazioni mentali, come invece il suo omologo THC, per questo è possibile assumerlo anche nell’infanzia (sotto stretto controllo medico e per alcune patologie specifiche) in totale tranquillità. 

E’ possibile assumere il CBD per dare sollievo, rilassare il corpo, dormire meglio e placare la sensazione nervosa, ottenendo un senso di rilassamento generale. 

Il Cannabidiolo è acquistabile in una numerosa varietà di tipologie di prodotti ma la più efficace in questo caso si è rivelata essere la variante in crema, o lozione o balsamo: da applicare sulla parte affetta, calmerà il dolore in circa 20 minuti. 

Non ci sono rilevanti effetti collaterali, tranne secchezza delle fauci, sonnolenza e pressione bassa.

I risultati delle ricerche

Sebbene siano necessari ulteriori approfondimenti dal punto di vista medico-scientifico per migliorare la nostra conoscenza sull’applicazione del CBD come antidolorifico, numerosi studi dimostrano che il CBD ha realmente proprietà analgesiche e antinfiammatorie.

Quando il CBD interagisce con il sistema endocannabinoide, che regola il nostro organismo, migliora l’impulso dell’anandamide, l’ormone del benessere che è anche segnale del dolore.

Prevenendo l’assorbimento di questa molecola, il CBD la immette nel sistema circolatorio, riducendo la sensazione di dolore.

Uno studio, pubblicato nel Settembre 2015 sulla rivista Neurotoxicology, ha rilevato che il CBD inibisce l’innalzamento dei livelli di glutammato nel cervello e nel midollo spinale, causando la repressione della sensazione di dolore.

Ricerche precedenti suggerivano che il CBD poteva essere un trattamento efficace per condizioni dannose causa di dolore cronico, come in neuropatie quali Sclerosi multipla e condizioni dolorose di origine oncologica.

In uno studio del 2012 sul cavie da laboratorio, i ricercatori hanno scoperto che il CBD mira ai recettori Alpha-3 Glicina per sopprimere l’infiammazione cronica e il dolore neuropatico associato a disfunzioni dei recettori stessi.

Non ci sono risposte esaustive ancora ma, nel 2016, uno studio condotto su sperimentazione animale e pubblicato sull’ European Journal of Pain sottolinea che l’applicazione topica di CBD risulta essere più efficace delle gocce sublinguali. Il team ha notato che mentre il CBD ha una scarsa conduzione a livello orale nei ratti, l’applicazione topica ha un effetto più rapido in quanto, bypassando il tratto gastrointestinale e le fasi metaboliche della digestione che diluiscono i farmaci, entra diretto nel circolo plasmatico.

Artrite

Test scientifici dimostrano che il Cannabidiolo è in grado di ridurre il dolore associato all’osteoartrite (artrosi), una disfunzione articolare che causa infiammazione e degenerazione a livello cartilagineo e osseo, definendo che l’applicazione topica del CBD è in grado di ridurre il dolore associato a stati infiammatori. 

Per cui, sebbene le evidenze scientifiche siano limitate, i risultati ottenuti dalle applicazioni sperimentali del CBD si sono sempre dimostrati positivi e promettenti in relazione a risultati futuri.

Danni spinali 

Il CBD è stato esaminato anche per il trattamento di altre condizioni che causano gravi attacchi di mal di schiena. Ad esempio, un esperimento condotto nel 2014 ha dimostrato che il CBD riduce la gravità dei danni causati dalla degenerazione dei dischi intervertebrali. Sottoponendo dei ratti con danni alla spina dorsale al trattamento di varie concentrazioni di CBD, si è concluso che alte dosi di CBD producono un effetti antidegenerativo, attenuando gli effetti dei danni discali.

Insonnia

Per alcuni, il mal di schiena cronico può rendere difficoltoso avere un riposo notturno di qualità, sebbene si stia facendo strada l’applicazione del Cannabidiolo come aiuto efficace per dormire meglio, grazie ai suoi poteri analgesici e rilassanti, riducendo gli stati d’ansia e problemi d’insonnia minori.

Sebbene le prime scoperte supportino l’idea che il CBD sia valido per il trattamento del dolore cronico, è importante notare che saranno fondamentali ulteriori ricerche per ottenere una conoscenza più approfondita e complessiva circa le proprietà analgesiche e antinfiammatorie di questo promettente cannabinoide.

Conclusioni

Le ricerche proseguono incessantemente per ottenere risposte ed esiti sempre più accurati.

Ciò che conta, qualora si voglia intraprendere questo percorso di cura, è consultare il proprio medico così da ottenere le giuste indicazioni, che si adattino alle proprie condizioni di salute e al proprio organismo.

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