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Che differenza c’è tra CBD e THC?

Derivano dalla medesima pianta eppure la differenza è sostanziale: in primis, la prima è legale, l’altra no.

Da dove vengono

Cannabidiolo e tetraidrocannabinolo sono entrambi i più conosciuti tra i principi attivi della Cannabis Sativa, nonché i più studiati, ed interagiscono con i recettori endocannabinoidi del nostro corpo, sebbene differiscano nell’effetto: il THC è psicoattivo, ovvero altera la nostra percezione della realtà, mente il CBD non lo è e per questo sta acquisendo sempre più consensi nel suo impiego come integratore.

Entrambi possono essere estratti sia dalle foglie e dalle infiorescenze della Canapa che da i soli fiori della Marijuana, ma la scelta ricade sulla prima piuttosto che l’altra specie vegetale in quando la Canapa contiene una ridottissima concentrazione di THC e più alti valori di CBD (THC allo 0.3%), mentre la Marijuana contiene un livello decisamente maggiore di THC.

Le ricerche scientifiche hanno portato alla conclusione che questi due componenti della Cannabis agiscono sul nostro organismo e sono in grado di rimodulare alcuni sistemi del nostro corpo, così la curiosità di consumatori abituali e potenziali ha accresciuto il bisogno di studiare sempre di più questa sostanza che, ad oggi, risulta ancora troppo poco nota.

Cos’è il THC

Il THC è una sostanza psicoattiva: senza dubbio famosa e apprezzata dai consumatori per la sensazione di inebriamento che crea, legandosi ai recettori del nostro sistema nervoso e stimolando il rilascio di dopamina, il risultato finale è un senso di rilassamento e piacere sensoriale. E’ un potente analgesico, contrasta quindi dolori di varia natura e riduce le infiammazioni, stimola l’appetito e riduce l’aggressività. 

Però ha anche dei risvolti negativi: tra i suoi effetti collaterali, l’ansia, la tachicardia e la sonnolenza creano un brutto rapporto con la salute ma anche con la legge. In effetti, condurre una giornata tipo sotto effetto di THC non è sicuro. Studi scientifici ritengono ci sia una stretta correlazione tra l’abuso di THC per periodi di tempo prolungati e le patologie mentali. Inoltre, per la legge, le sostanze derivate dalla Cannabis sono considerate legali solo a condizione che contengano una concentrazione di THC inferiore allo 0,2%.

Cos’è il CBD

Per quanto la struttura molecolare del CBD sia quasi uguale a quella del THC, questa sottile differenza fa sì che il CBD non agisca in alcun modo sulla nostra psiche. Anzi. La moltitudine di effetti benefici che pare sortire sulla nostra salute gli ha garantito la fiducia della comunità scientifica e politica: una sostanza di derivazione vegetale con potenziali proprietà antitumorali, antiossidanti, antipsicotiche, anticonvulsive e neuroprotettive merita di essere resa accessibile a tutti.

Benefici per la salute

THC e CBD hanno entrambi una moltitudine di applicazioni mediche. Il THC è spesso utilizzato per il suo effetto energizzante, rilassante e antidolorifico, mentre il CBD ha successo se impiegato come trattamento per l’ansia, epilessia e in alcuni casi di psicosi.

Impiego del THC:

  • Euforia e rilassamento
  • Miglioramento del sonno
  • Stimolare l’appetito
  • Antidolorifico
  • Antiemetico
  • Miorilassante

Impiego del CBD:

  • Ansiolitico
  • Neuroprotettivo
  • Anticonvulsivante
  • Antipsicotico
  • Antitumorale
  • Antidolorifico
  • Antinfiammatorio

Effetto Entourage

Pare però che il miglior modo di approcciarsi alla terapia del dolore sia la commistione di entrambi i cannabinoidi: dall’unione dei due principi attivi, eventualmente insieme ad altri, si ottiene il cosiddetto Effetto Entourage: si intende con questo che gli effetti benefici di uno vanno a mitigare gli eventuali effetti collaterali dell’altro. Infatti, i consumatori di cannabis riferiscono di percepire meno ansia e paranoia quando consumano prodotti con THC e CBD insieme, al contrario di ciò che avviene consumando prodotti che contengano solo THC.

Uno studio pubblicato sul Journal of Pharmacology, i partecipanti ai quali è stato somministrato una dose di CBD e THC insieme hanno mostrato reazioni cognitive migliori rispetto a coloro che hanno ricevuto una dose di puro THC. Il Cannabidiolo pare dunque essere l’antidoto agli effetti collaterali dell’ “High”. In effetti, i due insieme agiscono diversamente da come farebbero se usati distintamente, ciò perché i recettori si attivano in maniera differente: se dunque l’interazione tra il THC e il recettore CB1 non è forte, l’effetto reso sarà meno psicoattivo.

E’ proprio la presenza del CBD a mitigarne l’effetto. Ma c’è ancora molto da studiare a proposito di legami tra Cannabis e il nostro cervello: il CBD può interagire con oltre 60 dei recettori del sistema endocannabinoide del nostro organismo ma il suo potenziale è ancora da comprendere.

Considerare le proporzioni

Più alta sarà la percentuale del CBD rispetto al THC, meno percepirai l’effetto stupefacente. Infatti dal momento che il CBD contrasta l’effetto psicoattivo del THC, tenderai a sentirti “fatto” maggiormente con la proporzione 1:1 piuttosto che 18:1. Con proporzione 1:1 s’intende l’impiego della medesima quantità di CBD e THC, mentre 18:1 indica che sono impiegate 18 parti di CBD e 1 di THC. 

Ciò non significa che sia scientificamente esatto, specie perché la marijuana con percentuali di THC superiori allo 0,2% è illegale, procedere con degli esperimenti per verificare le proporzioni è molto complicato.

Modo d’uso 

Le modalità per assumere i due cannabinoidi in questione sono differenti. 

Il CBD lo troviamo sotto forma di olio, E-liquid, capsule, bevande, cosmetici, balsami, creme e medicine veterinarie. 

Per quanto riguarda il THC lo troviamo come olii, gocce, resine, sciroppi e creme ad creme ad uso antinfiammatorio topico.

Sebbene sia sempre importante consultare il proprio medico, se le tue condizioni psicofisiche sono ottimali, puoi provare sperimentando a trovare la giusta dose per te stesso.

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